Duo Produzioni Armoniche
Miho Kamiya, soprano
Marianne Gubri, arpa classica e arpa barocca
Un programma di raro ascolto che riscopre sottili analogie poetiche tra Oriente e Occidente, tra impressionismo e tradizioni orientali.
L'Impressionismo come corrente artistica di fine Ottocento - pittorica ma anche poetica e musicale - trovò spesso ispirazione nella raffinata tradizione orientale; la cultura del Giappone, in particolare, ne divenne l'ideale riferimento.
I testi delle canzoni giapponesi rappresentano spesso una natura delicata ed effimera che, dietro alla sua leggiadria, sublima in realtà profonde emozioni.
Nel programma che presentiamo è possibile assistere da una parte, all'incontro della poesia e della musica nipponica con l'Occidente e dall'altra, al creativo incontro dei musicisti europei con la poetica giapponese.
In musicisti come Claude Debussy, Gabriel Fauré, Ernest Chausson e Reynaldo Hahn, la tradizionale mélodie francese (modellata sui versi di celebri autori come Hugo, Verlaine e Gautier) riecheggia e reinventa l'essenzialità di linee dell'estetica orientale e, in genere, dell'esotismo musicale.
Nella prima metà del Novecento, alcuni compositori europei come Georges Migot e Jules Duprato, proseguendo nel solco dell'evocazione dell'Oriente, composero brani su testi giapponesi tradotti, utilizzando scale musicali, armonie ed effetti sonori tipicamente orientali ma, al tempo stesso, decisamente moderni.
La parte centrale del programma, dedicata alle canzoni tradizionali giapponesi è proposta con l'accompagnamento dell'arpa barocca a tre file, il cui suono antico richiama quello del koto, una particolare arpa nipponica di antica tradizione artistica.
La prima e l'ultima parte del programma sono perlopiù trascrizioni per arpa da originali per soprano e pianoforte; una trasposizione timbrica resa possibile da quando, nell'Ottocento francese, nacque l'arpa moderna, con doppio movimento di pedali, strumento dalle sonorità ricche di sfumature ‘impressioniste'. Il compositore e arpista Marcel Tournier ha sicuramente cercato di riprodurre per i suoi Pastels du vieux japon gli effetti più evocativi della tecnica del koto grazie al contatto diretto con alcuni dei suoi celebri rappresentanti in viaggio in Europa negli anni 1920-1940: tra i suoi allievi al Conservatorio di Parigi, conosciamo Amada Kouhei, scultore e suonatore di koto, e fondatore della scuola di arpa occidentale in Giappone; Yoshié Abé, professoressa della prima classe di arpa all'Università delle Arti di Tokyo e arpista nel celebre film Biruma no tategoto (L'arpa birmana, 1956) del regista giapponese Kon Ichikawa.
Programma
•Reynaldo Hahn, Si mes vers avaient des ailes
• Trad. Giapponese, Koujiou no Tsuki (La luna sul castello diroccato)
• Gabriel Fauré, Clair de lune
• Claude Debussy, Première arabesque (arpa sola)
• Ernest Chausson, Les papillons
• Yoshinao Nakata, Sakura yokocio (La Stradina dei ciliegi)
• Claude Debussy, Beau soir
• Trad. giapponese, Ciugoku ciho no komoriuta (Ninna nanna della regione Ciugoku)
• Trad. giapponese, Sakura
• Trad. giapponese, Cin-cin- cidori (Pi, pi, piviere)
• Trad. giapponese, Itsuki-no-Komoriuta (arpa sola)
• Haseo Sughiyama, Hanayome ningyo (La bambola sposa)
• Gabriel Fauré, Les berceaux
• Marcel Tournier, Pastels du vieux japon, Berceuse du vent dans les cerisiers, Le Koto chante pour l'absent, Le Danseur au Sabre (arpa sola)
• Georges Migot, 7 petites images du Japon (Ciclo di Heian)
• Jules Duprato, La Japonaise
• Reynaldo Hahn, L'heure exquise
Video Live del Concerto del 14 maggio 2011 a Genova - Museo d'arte Orientale Edoardo Chiossone:
Video Live del Concerto del 25 settembre 2011 a Ferrara, Palazzo Marfisa d'Este: